Micron Document
██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝


🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b

🔍 Search

¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯

Galerio
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwsgGaio Galerio Valerio Massimiano (in latino Gaius Galerius Valerius Maximianuscite-ref-nome-1-1[1]; vicino Serdica, 250 circa – Serdica, 5 maggio 311) è stato un imperatore e militare romano durante la tetrarchia dal 293 fino alla sua morte nel 311.

Proveniente da una famiglia provinciale di modesta estrazione socio-economica, Galerio salì rapidamente la gerarchia nell'mwuqesercito romano, fino ad essere notato dall'imperatore mwugDiocleziano, di cui sposò la figlia mwuwValeria e di cui divenne mwvacesare il 1º marzo 293, ricevendo il controllo delle province orientali dell'mwvqImpero romano. mwvgCesare era, nella riforma mwvwtetrarchica dioclezianea, un titolo imperiale subordinato a quello di mwwaAugusto, detenuto in oriente dallo stesso Diocleziano. In questa veste condusse delle campagne lungo il mwwqlimes danubiano - contro mwwgSarmati, mwwwCarpi e mwxaBastarni (294-296) - per poi conseguire una mwxqgrande e prestigiosa vittoria contro i mwxgSasanidi sul mwxwlimes orientale, a seguito della quale i Romani ottennero condizioni di pace favorevolissime (298). Pagano convinto e molto critico della religione cristiana, approvò, se non addirittura ispirò, la persecuzione dei cristiani decretata nel 303 dal suo superiore Diocleziano.

Il 1º maggio 305 mwyqDiocleziano e il suo collega mwygMassimiano abdicarono in favore dei rispettivi cesari. Galerio divenne dunque l'augusto d'Oriente, con mwywCostanzo Cloro come collega d'Occidente; la sua influenza fu ancora più vasta in considerazione del fatto che il cesare d'Oriente fu suo nipote mwzaMassimino Daia, mentre in Occidente fu nominato mwzqFlavio Severo, che aveva combattuto sotto di lui. La situazione, però, peggiorò rapidamente, quando l'anno successivo Costanzo morì: suo figlio mwzgCostantino si fece proclamare imperatore dalle truppe britanniche, mentre a mwzwRoma assunse il potere mwaaMassenzio, figlio dell'ex-collega di Diocleziano, Massimiano. Galerio inviò immediatamente Severo contro Massenzio, con l'aiuto di Massimiano, ma la morte di Severo e la fallimentare campagna di Galerio in Italia contro gli usurpatori cambiarono drasticamente gli equilibri di potere. Nel 308, alla conferenza di Carnunto, elevò mwaqLicinio direttamente al rango di augusto, riconoscendo Costantino come cesare; a seguito delle proteste contro l'elezione di Licinio, i due cesari, Costantino e Massimino Daia, si autoproclamarono a loro volta augusti nel 310.

Nel frattempo Galerio cadde vittima di una lunga e dolorosa malattia; risultate vane le cure dei medici e senza esito il ricorso ad Apollo ed Esculapio, dei romani della medicina, il suo ultimo atto politico fu l'mwaweditto di tolleranza di Serdica del 30 aprile 311, col quale mise fine, come atto di clemenza, alla feroce persecuzione dei cristiani, che aveva finora sconvolto l'impero, precedendo di fatto l'mwbaEditto di Milano di Costantino e Licinio del 313. Strenuo difensore della tetrarchia, la sua morte nel maggio del 311 ne segnò inesorabilmente la fine.

Contents

Regno
Note

──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────

Biografia

Origini e ascesa al trono

Galerio nacque nei pressi di mwcqSerdica (odierna mwcgSofia, in mwcwBulgaria), una cittadina della mwdamwdqDacia ripensiscite-ref-7[7], attorno al mweg250; il padre, il cui nome non ci è pervenuto, era un contadino mwewtraco-mwfaromanocite-ref-lactantius-persecutorum-8-0[8]cite-ref-av-ep-40-15-9-0[9] mentre sua madre, Romulacite-ref-10[10], era una donna pagana mwiqdaco-romanacite-ref-lactantius-persecutorum-8-1[8]cite-ref-11[11]. Durante la sua giovinezza fu un pastore,cite-ref-av-ep-40-15-9-1[9] ragione per cui ebbe poi il soprannome di mwlgArmentarius (da mwlwarmentum, "gregge").cite-ref-12[12] Ebbe mwnaValeria Massimilla dalla prima moglie,cite-ref-13[13] e mwoqCandidiano da una concubina;cite-ref-14[14] aveva anche una sorella, madre di mwpgMassimino Daia.cite-ref-15[15]

Servì come soldato sotto mwraAureliano e mwrqProbo,cite-ref-16[16] ma la sua carriera (mwsgcursus honorum) prima dell'ascesa al potere è ignota.

Galerio salì all'onore delle cronache in occasione della riorganizzazione dell'impero in senso mwtatetrarchico voluta dall'imperatore mwtqDiocleziano, il quale scelse come proprio collega l'amico mwtgMassimiano e, successivamente, due generali come mwtwCesari, una sorta di vice-imperatori; il 1º marzo mwua293 Galerio fu adottato da Diocleziano, assumendone il mwuqcognomen Valerio e titolo di mwugIovius,cite-ref-barnes12-17-0[17] mutando il proprio nome in Massimiano,cite-ref-18[18] e fu nominato cesarecite-ref-19[19] incaricato della cura delle province Balcaniche e della difesa della frontiera orientale dell'impero.cite-ref-20[20] Così come Giove era patrono di Diocleziano ed Ercole di Massimiano, Galerio scelse mwywMarte come proprio mwzaconservator («nume tutelare»), affermando di esserne il figlio.cite-ref-barnes12-17-1[17]

A rafforzare i legami tra padre e figlio adottivo fu il matrimonio tra Galerio e la figlia di Diocleziano, mw0gValeria, a causa del quale Galerio dovette abbandonare la prima mogliecite-ref-21[21] (è però possibile che il matrimonio tra Galerio e Valeria fosse antecedente all'elevazione al trono, come era avvenuto per il suo collega mw1wCostanzo e la figlia dell'augusto mw2aMassimiano, mw2qFlavia Massimiana Teodora, nel 289).cite-ref-barnes9-22-0[22]

Campagna sasanide

Dopo essere stato accompagnato da Diocleziano, nella primavera del 293, da mw6aSirmio a mw6qBisanzio, Galerio fu occupato con delle sollevazioni militari nell'Alto Egitto per quasi due anni; nel mw6g295 circa si recò poi in mw6wSiria (scegliendo probabilmente mw7aAntiochia come propria capitale)cite-ref-barnes9-22-1[22] per prepararsi alla guerra contro i mw8qSasanidi, il cui nuovo gran re, mw8gNarsete, aveva dimostrato di perseguire una politica estera molto aggressiva.cite-ref-barnes17-23-0[23]

Galerio respinse la prima offensiva di Narsete, ma il sovrano sasanide, nel mw-a296, tornò con un esercito ancora più grande e, aggirando le difese frontaliere romane passando per il regno di Armenia di Tiridate, penetrò in Mesopotamia e di qui in Siria. Galerio imprudentemente affrontò Narsete con truppe di gran lunga inferiori, subendo una pesante sconfitta nella battaglia di Callinicum, e dovette ritirarsi. Gli eventi (e persino la data esatta, 296 o 297) della sconfitta romana non sono chiari, ma al ritorno ad Antiochia, fu Galerio a farsi carico della colpa della sconfitta: mentre Diocleziano entrava in città su di un carro, Galerio lo seguiva a piedi.cite-ref-24[24] La notizia della sconfitta romana fu la scintilla della rivolta in Egitto, in cui mw-gLucio Domizio Domiziano si proclamò imperatore; Diocleziano fu costretto a recarsi personalmente nella provincia per sedare la rivolta, cosa che avvenne solo nella primavera del 298.cite-ref-barnes17-23-1[23]

Galerio durante l'assenza di Diocleziano, richiamò l'esercito danubiano, e attaccò i Sasanidi (inverno 297/298) seguendo un piano ardimentoso. Scelse infatti di portare l'esercito romano nella montuosa Armenia, riuscendo ad attirarvi anche Narsete. Partecipò egli stesso alle operazioni di ricognizione del territorio in veste di mwaqqmwaquspeculator per individuare la posizione nemica.cite-ref-25[25] Con l'aiuto degli armeni, quindi, gli inflisse una pesantissima sconfitta, ricavandone un enorme bottino, riuscendo a conquistare lo stesso accampamento del re nemico (comprendente la moglie, le sorelle, i figli e esponenti della nobiltà persiana, il tesoro e l'mwaqoharem).cite-ref-26[26] Intenzionato a capitalizzare il vantaggio conseguito, Galerio penetrò in mwaq8Media, dove sconfisse un secondo esercito sasanide, e di qui in mwaraAdiabene, dove ottenne una terza vittoria, catturando poi mwareNisibis il 1º ottobre del 298. Scendendo lungo il mwariTigri, raggiunse e conquistò la città di mwarmCtesifonte, per poi tornare in territorio romano percorrendo il corso dell'mwarqEufrate.cite-ref-barnes18-27-0[27]

Le negoziazioni per la pace non iniziarono in maniera brillante. Narsete inviò una delegazione guidata da Apharban, suo amico personale, per richiedere la liberazione della moglie (forse prima che Galerio invadesse la Mesopotamia), ma Galerio rammentò all'inviato sasanide il trattamento riservato a mwaseValeriano dal padre di Narsete e lo rimandò indietro. Successivamente, nella primavera del mwasi299, Diocleziano e Galerio, riuniti a mwasmNisibis, iniziarono le trattative inviando da Narsete il mwasqmagister memoriae Sicorio Probo con le condizioni per la pace: Roma avrebbe acquisito i territori ad occidente del Tigri; Nisibis sarebbe stato l'unico emporio autorizzato di scambio tra Roma e Persia; l'Armenia sarebbe divenuta protettorato romano, fino al forte di Ziatha; i re di mwascIberia sarebbero stati scelti da Roma e avrebbero dovuto giurare fedeltà ai Romani; le cinque satrapie tra il Tigri e l'Armenia sarebbero state mwasgmwasksuzerain di Roma, che avrebbe dunque stabilito delle zone di influenza al di là del Tigri. Narsete provò ad obiettare, ma alla fine accettò.cite-ref-barnes18-27-1[27]

Dopo la prestigiosa vittoria sui Sasanidi, Galerio fu incaricato di difendere la frontiera danubiana mwas8limes; pose la sua capitale a mwataTessalonica, dove eresse un grande palazzo, un mausoleo (la mwateTomba di Galerio) e un arco trionfale (mwatiarco di Galerio), che celebrava la vittoria sui Persiani e la cui iconografia riconosceva pienamente a Galerio i meriti della vittoria.cite-ref-barnes19-28-0[28]

Dalla persecuzione alla tolleranza dei cristiani

Nel mwat4299, mentre con Diocleziano si trovava in mwat8Siria al termine della campagna sasanide, assisteva a dei sacrifici quando i sacerdoti si accorsero che i segni normalmente rinvenibili nelle vittime sacrificali erano assenti, e non si trovavano neppure rifacendo i sacrifici. La causa fu individuata nell'influenza di profani che ostacolavano i sacrifici, gesto identificato con quello della croce fatto da alcuni cristiani nelle loro case per difendersi dai demoni. Gli imperatori, indignati, ordinarono a tutti i membri della corte di sacrificare agli dèi; per di più, a tutti i comandanti militari fu ordinato di far sacrificare ciascuno dei propri soldati, pena l'allontanamento dall'esercito.cite-ref-barnes19-28-1[28]

Considerato che Diocleziano era pagano ma tollerante delle altre religioni, questo episodio è indicativo di due fattori: l'enorme prestigio acquisito da Galerio a seguito della sua vittoriosa mwauucampagna contro i Persiani, col quale poteva influenzare la politica dell'imperatore, e l'intransigenza di Galerio per il Cristianesimo.cite-ref-barnes19-28-2[28]

La sua influenza fu probabilmente alla base dell'editto del 23 febbraio mwaus303 (pubblicato il giorno seguente), il quale doveva impedire ai cristiani di seguire la propria religione e imporre loro di seguire la religione di Stato. L'editto prescriveva: a) il rogo dei libri sacri, la confisca dei beni delle chiese e la loro distruzione; b) il divieto per i cristiani di riunirsi e di tentare azioni giuridiche; c) la perdita di carica e privilegi per i cristiani di alto rango che si rifiutassero di abiurare; d) l'arresto di alcuni funzionari statali.cite-ref-barnes22-29-0[29] A seguito di una rivolta scoppiata a mwavaMelitene e in Siria, un secondo editto ordinò l'arresto del clero.cite-ref-barnes24-30-0[30] Un terzo editto mirò a svuotare le carceri sovraffollate da vescovi, preti, diaconi ed esorcisti; la condizione per il rilascio era però il sacrificio agli dei, e sebbene alcuni sopportassero persino la morte pur di non tradire la propria religione, alla fine le carceri furono svuotate. L'ultimo editto, all'inizio del 304, impose a tutti i cittadini dell'impero di sacrificare agli dèi; questo ordine fu però disatteso in Occidente, dove regnavano mwavuMassimiano e mwavyCostanzo.cite-ref-barnes24-30-1[30]

Due incendi colpirono la città di mwavwNicomedia, dove Diocleziano e Galerio si trovavano, a pochi giorni dalla promulgazione dell'editto. Sebbene cristiani e pagani si accusassero a vicenda di esserne gli autori, Galerio convinse Diocleziano che si trattasse di un tentativo cristiano di colpire gli imperatori: molti funzionari imperiali di alto rango furono processati, torturati e uccisi, molti furono i caduti nelle file del clero locale, anche se parecchi furono messi semplicemente in prigione, come Donato (a lui mwav0Lattanzio dedicò nel 311 il suo mwav4mwav8De mortibus persecutorum («Sulle morti dei persecutori»), un'opera contro Diocleziano e Galerio).cite-ref-barnes24-30-2[30]

Regno

Alla fine del mwaw8304, Diocleziano si ammalò, e sembrò ad un certo punto che fosse in fin di vita. Galerio si recò prima da mwaxaMassimiano e poi da Diocleziano per convincerli ad abdicare in favore dei rispettivi cesari. I candidati più verosimili erano mwaxeCostantino, figlio di mwaxiCostanzo, e mwaxmMassenzio, figlio di Massimiano, ma entrambi non erano ben visti da Galerio.cite-ref-barnes2526-31-0[31]

Il 1º maggio mwaxk305, vicino a mwaxoNicomedia, nello stesso luogo in cui Diocleziano era divenuto imperatore, l'augusto riunì l'esercito. Diocleziano annunciò la sua intenzione di abdicare, dopo aver nominato i due nuovi cesari; con grande sorpresa delle truppe, i prescelti non furono Massenzio e Costantino, ma mwaxsFlavio Severo e mwaxwMassimino Daia, il primo collaboratore di Galerio e il secondo suo nipote e guardia del corpo.cite-ref-barnes2526-31-1[31]

Dopo la morte di Costanzo Cloro l'anno successivo, le sue truppe proclamarono augusto a mwayiEburacum (mwaymYork) il figlio Costantino mentre contemporaneamente il figlio di Massimiano, mwayqMassenzio, si fece acclamare mwayuprinceps a Roma. Galerio legittimò Costantino, designandolo cesare, mentre considerò Massenzio un usurpatore, ordinando, agli inizi del 307, a Flavio Severo di dirigersi a Roma per contrastarlo, ove tuttavia fu abbandonato dalle truppe, catturato e infine ucciso dopo una breve detenzione. Lo stesso Galerio poco più tardi tentò una sortita in Italia, senza successo. Quest'ultimo allora, nel tentativo di porre rimedio alla crisi che stava minando l'istituzione tetrarchica, chiese a Diocleziano di presenziare un convegno nel quale sarebbe stato nominato un nuovo augusto. Riunitisi quindi a mwayymwaycCarnuntum nel novembre del mwayg308 insieme a Massimiano, la scelta cadde su mwaykLicinio, mentre Costantino fu confermato cesare per la parte occidentale. Costantino e Massimino Daia accettarono inizialmente la posizione subordinata, tuttavia nel 310 si autoproclamarono augusti al pari di Galerio e Licinio, mentre Massenzio restava, come usurpatore, in Italia e Africa, benché anch'egli si fosse proclamato augusto già nel 307.

Il 30 aprile del mwaza311 fu emesso a mwazeSerdica lmwazi'mwazmeditto generale di tolleranza, a nome degli augusti Galerio, Licinio e Costantino, che segnò la fine delle persecuzioni contro i cristiani e la restituzione dei beni ecclesiastici loro confiscati in precedenza. mwazqLattanzio, che riporta il testo dell'editto, ammonisce l'imperatore per la repressione della fede cristiana. Nel mwazumwazyDe mortibus persecutorum (48, 2-13) prevede il destino al quale vanno incontro tutti i persecutori e descrive la mwazcgangrena da cui Galerio venne colpito, che portò l'imperatore alla morte sei giorni dopo la pubblicazione dell'editto.

Note

cite-note-nome-11. Il nome completo è attestato in diverse iscrizioni (mwaaamwaaeCIL mwaaiVIII, 608); i nomi mwaamGalerius Valerius Aurelius Maximianus e mwaaqGalerius Maximianus cognomentus Armentarius sono anche attestati (mwaaumwaayCIL mwaacIII, 383 e mwaagAurelio Vittore, mwaakCesari, 39.24, 40.1.6). Secondo la testimonianza di mwaaoLattanzio (mwaasLa morte dei persecutori 18.13) prima di diventare imperatore si chiamava mwaawMaximinus.
cite-note-cilxvi-157-21. mwabqmwabuCIL mwabyXVI, 157.
cite-note-ae1961-240-32. mwacgmwackAE mwaco1961, 240.
cite-note-ae1890-66-43. mwadamwadeAE mwadi1890, 66.
cite-note-referencea-54. Eusebio di Cesarea, mwadgHistoria Ecclesiastica VIII, 17.3
cite-note-65. mwadwEutropius. Breviarivm historiae romanae, IX, 22 (mwad0mwad4LA)
cite-note-77. Aurelio Vittore lo voleva nativo dell'Illirico (mwaeiCesari, 39.26), della Dacia Ripense (mwaemEpitome, 40.16); nativo della Dacia, nei pressi di Serdica, secondo Eutropio (IX.22.1).
cite-note-lactantius-persecutorum-88. mwaekLactantius, mwaeode Mortibus Persecutorum.
cite-note-av-ep-40-15-99. Aurelio Vittore, mwafaEpitome, 40.15.
cite-note-1010. Aurelio Vittore, mwafqEpitome, 40.16.
cite-note-1111. mwafgLactantius, mwafkmwafoCome muoiono i persecutori, p.mwafs 57. mwafwURL consultato l'8 aprile 2026.
cite-note-1212. mwagaSofronio Eusebio Girolamo, mwageCronaca, mwagis.a. 290.
cite-note-1313. mwagymwagcCILmwagg mwagkXIV, 2826
cite-note-1414. Lattanzio, mwag0Morte dei persecutori, 50.2.
cite-note-1515. Aurelio Vittore, mwaheEpitome, 40.1.18.
cite-note-1616. Aurelio Vittore, mwahuCesari, 39.28.
cite-note-barnes12-1717. mwahsmwahwBarnes 1981,mwah0 p. 12.
cite-note-1818. mwaiemwaiiBarnes 2011,mwaim p. 29.
cite-note-1919. Eutropio, IX.22; Lattanzio, mwaicMorte dei persecutori, 35.4; mwaigPanegirici latini, IV.3.1; mwaikConsularia Constantinopolitana, mwaios.a. 293; Sofronio Eusebio Girolamo, mwaisCronaca, mwaiws.a. 290; Orosio, VII.25.5.
cite-note-2020. mwajamwajeBarnes 1981,mwaji p. 8.
cite-note-2121. Sofronio Eusebio Girolamo, mwajyCronaca, mwajcs.a. 292; Eutropio, IX.22.1; Aurelio Vittore, mwajgCesari, 39.25, 40.10; Lattanzio, mwajkMorte dei persecutori, 9.1, 35.3, 39.2.
cite-note-barnes9-2222. mwaj8mwakaBarnes 1981,mwake p. 9.
cite-note-barnes17-2323. mwakcmwakgBarnes 1981,mwakk p. 17.
cite-note-2424. mwak0Eutropio, mwak4mwak8Breviarium ab Urbe condita, IX, 24
cite-note-2525. mwalmEutropio, mwalqmwaluBreviarium ab Urbe condita, IX, 25; cfr. mwalyAmmiano Marcellino, mwalcmwalgRerum gestarum libri, XVI, 10, 3
cite-note-2626. mwalwEutropio, ib.
cite-note-barnes18-2727. mwamimwammBarnes 1981,mwamq p. 18.
cite-note-barnes19-2828. mwamwmwam0Barnes 1981,mwam4 p. 19.
cite-note-barnes22-2929. mwanimwanmBarnes 1981,mwanq p. 22.
cite-note-barnes24-3030. mwanwmwan0Barnes 1981,mwan4 p. 24.
cite-note-barnes2526-3131. Lattanzio, mwaoqMorte dei persecutori, 18.8-11.

Bibliografia

Fonti primarie

• mwaokmwaooPanegirici latini, IV;
• mwaowConsularia Constantinopolitana
• mwao8Aurelio Vittore, mwapaCesari; mwapeEpitome
• mwapmEutropio, mwapqBreviarium
• mwapyLucio Cecilio Firmiano Lattanzio, mwapcMorte dei persecutori
• mwapkSofronio Eusebio Girolamo, mwapoCronaca

Fonti secondarie

• «C. Galerius Valerius Maximianus 9», mwap4mwap8The Prosopography of the Later Roman Empire, volume 1, Cambridge 1971, pp.mwaqa 574–575.
• citerefbarnes-1981(EN) Timothy David Barnes, Constantine and Eusebius, Harvard University Press, 1981, ISBN 978-0-674-16531-1.
• citerefbarnes-2011(EN) Timothy David Barnes, Constantine: dynasty, religion, and power in the later Roman Empire, Blackwell, 2011, ISBN 978-0-674-16531-1.

Voci correlate
Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Galerio

Collegamenti esterni

• citereftreccani-itGalèrio Massimiano, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaRaimondo Bacchisio Motzo, GALERIO Massimiano, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• citerefdizionario-di-storiaGalerio Massimiano, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Galerius, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefgoodreads(EN) Galerio, su Goodreads.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Galerio, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• (EN) Galerio, su Comic Vine, Fandom.
• mwarmMedieval Sourcebook: mwarqArchiviato il 14 agosto 2014 in Internet Archive. Editto di Tolleranza di Galerio, 311.
• mwarcGaio Galerio Valerio Massimiano, su roman-empire.net.